La storica "Befana della SAT"




L'iniziativa

La Befana della SAT o “Befana dal Campanile” inizia negli anni ’74 -75, dopo le piccole iniziative promosse dalla Famiglia Cooperativa, su intuizione e iniziativa di Elio Piffer. Volontà della Sezione fu allora di consolidare quell’esperienza nel tempo, aspetto che si è confermato visto il perdurare della popolarità della manifestazione. Inizialmente si iniziò con alcune centinaia di sacchetti, in tessuto, cuciti dalle socie e simpatizzanti della Sezione e ben forniti visti i prezzi abbordabili in quel periodo, con dolci e giocattoli. La Befana è sempre scesa dal campanile; nei primi anni il percorso partiva dal grande tiglio, ora scomparso, presente in piazza. Dall’albero il percorso arrivava al campanile per poi scendere alla base della sequoia già, a suo tempo, illuminata dagli alpini. Successivamente, per problemi di sicurezza, si è preferito scendere direttamente dal campanile.

Dal maschile al femminile, una befana solidale

La prime Befane furono “interpretate” da satini: per primo Elio Piffer e poi da altri componenti maschili della Sezione indossando una maschera da Befana classica. Ad un certo punto, visto il successo della manifestazione che di anno in anno vedeva aumentare il pubblico, e vista la paura che la maschera suscitava nei più piccoli, si optò per una Befana al femminile. Da quel momento una lunga teoria di socie della Sezione si sono alternate nel ruolo. Questa scelta non rimase isolata: la Sezione, che dell’aiuto agli altri ha sempre fatto uno dei suoi ideali, collega la distribuzione dei tradizionali sacchettini, diventati nel frattempo circa 500 visto il crescente successo della manifestazione, ad iniziative solidali. Ecco allora la raccolta di materiale scolastico, alimenti, detersivi, destinati alle popolazioni povere delle montagne del mondo e anche ai poveri di casa nostra: America Latina, Uganda, Zimbabwe, Nepal e Tibet, Europa dell’Est, Kossovo, Trentino Solidale, Punto d’Incontro, Mensa dei Cappuccini, Sezione CAI di Amatrice dopo il terremoto, Nel corso degli anni non sono mancate i contributi all’iniziativa da parte di personaggi conosciuti nell’ambito della cultura trentina; basti ricordare la canzone offerta dal poeta Fabrizio da Trieste, (quest’ultima cantata da bambine e bambini che ora hanno 42 anni!) e la poesia della poetessa Lilia Slomp Ferrari. Da non dimenticare inoltre le “Befanine” che un anno sono passate tra la gente a vendere i biglietti.

Antonio Maule

Va inoltre ricordato lo speaker Antonio Maule che, dopo alcuni anni di presentazione da parte di Franco Giacomoni, è diventato, ormai da tempo, presenza preziosa dello spettacolo. La “Befana dal Campanile” resiste ancora; ai vecchi protagonisti si sono alternati i giovani satini, le attrezzature sono state collaudate e rese sicure. La partecipazione dei bambini, accompagnati da genitori e nonni è sempre massiccia. Una manifestazione, per concludere, che attraverso la collaborazione tra SAT e ANA, la partecipazione dell’Oratorio e l’adesione di sponsor, rende tutto questo un esempio di concordia volta la divertimento e alla solidarietà.

Albo delle Befane

Di seguito in ordine alfabetico le befane SAT.
  • Alberta Foradori
  • Anna Gadotti
  • Camilla Parisi
  • Chiara Giacomoni
  • Chiara Maula
  • Concetta Giacomoni
  • Cristina Franceschini
  • Cristina Pucher
  • Daniela Pontalti
  • Elena Cagol
  • Elisa Brugnara
  • Elisa Nichelatti
  • Fabiana Casagranda
  • Franca Giovannini
  • Francesca Baldessari
  • Giovanna Dalpiaz
  • Ivana Piva
  • Liliana Dalsasso
  • Loredana Conci
  • Luisa Lunelli
  • Mara Cagol
  • Maria Grazia Giacomoni
  • Michela Baldessari
  • Nadia Ciola
  • Paola Valcanover
  • Sahna Piffer
  • Tiziana Bozzi